Servire, imparare, riscoprire me stessa

È quasi un mese che sono partita, quasi un mese dal giorno in cui ho lasciato le mie certezze per affacciarmi su un mondo sconosciuto, ma pieno di promesse. Sono partita con idee che pensavo chiare, schematiche, con una lista di obiettivi da raggiungere e competenze da acquisire. Oggi scopro quanto fosse ingenua e presuntuosa quella prospettiva, parziale e manchevole. È solo un mese che sono qui, e già l’Africa mi ha insegnato più di quanto potessi immaginare.

Mi ha fatto scontrare con una cultura profondamente diversa dalla mia, uno stile di vita così ricco e denso di significato, ma allo stesso tempo difficile da decifrare. Ostica a primo impatto eppure accogliente. Ho compreso che la mia ricerca di ordine e controllo, il tentativo di “scomporre” l’esperienza in step di crescita personale e acquisizione di competenze, era inutile di fronte alla realtà vivente e imprevedibile che mi circonda.

In questi giorni ci sono stati molti alti e bassi, molte novità e imprevisti. Non è stato sempre facile, più difficile di quanto immaginassi. Eppure, riflettendo, mi accorgo che la forza più grande me la stanno trasmettendo queste persone sconosciute, nonostante le barriere linguistiche e culturali. La loro accoglienza, i loro sorrisi, la loro semplicità. “Ça va aller, ça va aller”, mi ha ripetuto uno di loro oggi, proprio quando ne avevo più bisogno. Lui, con la sua vita piena di sfide, ha saputo interpretare le mie parole sgrammaticate e mi ha ricordato la bellezza e la ricchezza dell’essere, anche e soprattutto nei momenti difficili.

Mai smetterò di essere grata a chi mi circonda per avermi riportata a terra e fatto ricordare il senso autentico del fare servizio. Ricordare che ciò che più mi nutre e mi motiva è la conoscenza dell’altro, i legami veri, i dialoghi sinceri. Il servire per esserci: perché, per quanto io possa dare, ciò che ricevo è sempre infinitamente maggiore.

Oggi riprendo il cammino con un bagaglio più leggero, un cuore più ricco e pieno di volontà di far tesoro di ogni esperienza che verrà. So che il percorso sarà in salita, ma anche uno dei più significativi che potrò mai percorrere. Con gratitudine, curiosità e desiderio di comprendere il mio posto in questo progetto e in questo angolino di mondo, mi apro ora nuovamente a tutte le emozioni, le sfide e gli insegnamenti che ancora mi attendono.

Sara