Non saranno certo queste poche righe che potranno raccontare, ricordare e celebrare la vita di Ernesto, figura fondamentale per la nostra comunità e per la storia di Avaz.
Ernesto era un ragazzo quando è stato coinvolto, con i suoi amici, nell’apertura della missione nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) da parte dei Padri Caracciolini: l’entusiasmo, la passione e la dedizione delle lunghe serate trascorse insieme a parlare di Africa, ad organizzare raccolte a preparare container hanno creato non solo un’Associazione, ma una famiglia in cui ognuno di noi è cresciuto sentendosi parte di qualcosa di “più grande di noi” che ancora non era chiaro ai nostri occhi, ma che sentivamo nei nostri cuori.
Il suo impegno, il suo lavoro, la sua capacità di coinvolgimento e organizzazione hanno contribuito concretamente a far nascere e crescere molte delle nostre prime iniziative nella Repubblica Democratica del Congo: l’acquedotto, le scuole, i centri sanitari, l’ospedale, fino alla creazione del centro nutrizionale.
Ernesto è stato parte della nostra storia sin dall’inizio: prima socio fondatore, poi membro del direttivo e in seguito Presidente per più di 10 anni. La sua presenza costante e il suo impegno consapevole hanno permesso ad Avaz di evolversi e diventare, da semplice gruppo missionario, Associazione e ONG, radicata nei valori della solidarietà e dell’impegno sociale.
Ha sempre creduto nella necessità della formazione, della preparazione: è stato lui a traghettare l’Associazione nella riforma del Terzo Settore, è lui che con professionalità ha seguito la trasformazione dello statuto e ha seguito tutte le procedure per poter accedere al RUNTS.
Credeva profondamente in ciò che faceva. Nonostante i momenti di difficoltà che l’Associazione ha vissuto, non ha mai fatto trapelare esitazioni e incertezze: la sua dedizione resta per tutti noi un esempio.
Quando il Congo è diventato troppo pericoloso per i volontari ha cercato nuove strade, ha sognato nuovi obiettivi: nel 2008 con entusiasmo è partito per il Camerun, motivato a trovare un angolo di mondo dove portare il nostro contributo.
Sangmelima … un nome che ricordava i nostri primi assaggi di Africa, in Congo, a Nyamilima … il sito che ci viene proposto dalla Diocesi è in stato di abbandono ma ha grandi potenzialità.
Ernesto accetta la sfida e guida l’Associazione nel progetto di “Villaggio Fraternité” che oggi è una realtà solida che AVAZ gestisce da ormai 15 anni: una scuola inclusiva, un centro di accoglienza diurno, una mensa.
Solo la malattia ha potuto allontanare Ernesto da AVAZ, solo la malattia ha potuto interrompere quel filo d’amore con i bambini africani che dal 1984 non si era mai interrotto.
A noi il compito di mantenere vivo il suo ricordo facendo in modo che attraverso il nostro impegno e il nostro lavoro in AVAZ si possa continuare a respirare l’entusiasmo dei primi anni con la consapevolezza degli ultimi. Ernesto ha creduto che AVAZ potesse fare la differenza per qualcuno, noi continueremo con ostinazione a crederlo anche per lui.
Ad Ernesto sarà dedicata la sala informatica che presto nascerà a “Villaggio Fraternitè”: è un progetto che non ha potuto seguire e che non vedrà realizzato, ma che siamo certi avrebbe amato e appoggiato perché ha sempre creduto che ogni piccola goccia di formazione e di cultura è una nuova opportunità per i nostri piccoli amici.
Ciao Ernesto, amico e compagno di viaggio.