Dal “voler fare” al “voler essere”
Il Servizio Civile non mi ha cambiato la vita da un momento all’altro , l’ha resa gradualmente più consapevole , con un flusso di piccole realizzazioni …
Quando ho iniziato il servizio civile, avevo l’obiettivo di “cambiare il mondo”. Ero solo curiosa, un po’ ansiosa perché non sapevo cosa mi sarebbe aspettato, e volevo fare qualcosa di utile.
Con la formazione generale ho iniziato a capire che dietro le parole “servizio civile” c’è una storia fatta di valori, di persone che si impegnano oggi e che si sono impegnate per poterlo rendere reale. Non è stato un colpo di fulmine, ma una scintilla che ha acceso la curiosità.
Poi durante la formazione specifica il percorso di crescita è diventato più intimo e personale.
Mi sono reso conto che comunicare per il sociale è un equilibrio delicato tra l’essere efficaci e il non ledere la dignità altrui. Ho esplorato le dinamiche invisibili delle campagne non-profit e del foundraising capendo che la comunicazione nonviolenta è lo strumento più potente a nostra disposizione. Non è solo chiedere soldi, ma credere in un’idea fino in fondo e progettarla nel modo più etico.
Ogni discussione, ogni piccolo esercizio è stato un mattoncino nel mio percorso.
Forse la soddisfazione più grande in questi mesi è stata poter unire la mia passione per la comunicazione con un progetto che vale.
Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di mettere le proprie competenze al servizio di un’idea che genera valore sociale, scoprire che anche le cose ordinarie possono contribuire.
Aurora De Dominicis